Shaun of the Dead (2004)

Shaun of the Dead è un titolo efficace, che fa chiaramente riferimento a Dawn of the Dead (L’Alba dei Morti Viventi) e vi inserisce l’elemento di disturbo che è Shaun, commesso in un negozio di elettrodomestici che dalla sera alla mattina si trova mollato dalla fidanzata storica e per elaborare il lutto non trova di meglio che passare la giornata successiva a salvare ex fidanzata storica, mamma ed amici da un’improvvisa epidemia di zombie.

L’Alba dei Morti Dementi
, come è stato ribattezzato da noi, è un titolo che tecnicamente non è poi così male, nel senso che mantiene in qualche modo il gioco di parole e poi, chi può avere qualcosa da ridire, vi pare che gli zombie siano personaggi con particolare sale in zucca? Non riescono a muoversi in modo aggraziato, non riescono ad articolare due suoni, non riescono a tenere la bocca chiusa.
Insomma, come chiunque si sia appena alzato.

Se invece il titolo nostrano voleva alludere ad una pellicola demenziale, non ci siamo. Il film è divertente (‘una commedia romantica. Con zombie’), sostanzialmente resta di fondo resta un horror (gli zombie ci sono, qualche scena un po’ truculenta c’è, un po’ di suspence pure), lo humour comunque ha la meglio ma nonostante tutto non cade mai nella parodia.

Il film mantiene un livello piuttosto alto per buona parte della sua durata; spiccano comunque, tra tutto, le primissime scene, che mostrano che l’umanità è già piuttosto zombificata di suo, senza bisogno di virus o agenti chimici particolari, ed in generale tutta la prima parte, in cui la minaccia fa capolino qua e là ma sostanzialmente il nostro eroe Shaun è troppo distratto per rendersene conto.
Qua e là ci saranno senz’altro citazioni da un genere che non conosco, credo di aver colto soltanto un’allusione proprio in coda a 28 giorni dopo.

Il regista Edgar Wright e i protagonisti principali Simon Pegg e Nick Frost, già rodati dalla serie tv Spaced, nel 2004 erano alla prima esperienza cinematografica e da allora hanno fatto parecchia strada.
Nel cast anche Bill Nighy, che forse all’epoca non era ancora conosciuto da noi (poi sarà Davey Jones nei Pirati dei Caraibi) ed una fulminea apparizione di Martin Freeman, che l’anno successivo diventerà Arthur Dent.

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